venerdì 25 febbraio 2011

Unico anticipo la sfida di Torino (20.45): i bianconeri ospitano il Bologna. Posticipo di domenica Samp-Inter


Uscito con le ossa rotte dai confronti europei, il calcio italiano si rituffa in un campionato sempre più «spalmato» e con orari che cambiano di settimana in settimana. Nella 27esima giornata c'è un solo anticipo di sabato, Juventus-Bologna (20,45), non si gioca domenica a mezzogiorno e invece c'è una partita lunedì sera, la più importante del turno: Milan-Napoli, cioè la prima contro la seconda in classifica. In mezzo tre partite che valgono la zona coppe: Palermo-Udinese, Cagliari-Lazio e Sampdoria-Inter (ore 20,45) con Pazzini che affronta la sua ex squadra.
Delneri (LaPresse)
JUVENTUS - La prima giocare è la Juve, che deve dimostrare di non essere la squadra imbarazzante vista la scorsa settimana a Lecce. Delneri, anche in vista della prossima sfida con il Milan, sembra intenzionato a effettuare un ampio turn-over, lasciando a casa per infortuni Aquilani e Sissoko e in panchina Matri e Bonucci, dando spazio a Del Piero accanto a Toni in attacco, Krasic e Martinez sulle fasce con Felipe Melo e Marchisio interni, e Traoré come esterno di difesa a sinistra, facendo tornare Chiellini al centro in coppia con Barzagli. Mentre a destra in difesa Motta pare preferito a Sorensen e Grygera. Il Bologna, reduce dalla sconfitta mercoledì nel recupero con la Roma, schiera un 4-3-1-2 con Meggiorini a fare coppia d'attacco con Di Vaio. «La rivoluzione deve essere mentale - dice Delneri-. Non si può cambiare tutto perché una partita va male. Quando si gioca come a Lecce siamo tutti responsabili, così come siamo tutti bravi se giochiamo come contro l'Inter», anche se l'esclusione Bonucci ha il sapore di una punizione. «Ora dovremo affrontare le gare restanti con il piglio giusto, per vincere sempre». La stessa linea è seguita da Buffon, che non sarà in campo in quanto squalificato (gioca Storari): «Per riuscire a qualificarci per la prossima Champions League dovremo cercare di vincere almeno 8 delle ultime 12 partite». Nel Bologna Malesani non avrà lo squalilficato Ramirez e dovrà far rifiatare qualcuno (Moras, Cherubin). Ma non certo il bomber (ed ex) Di Vaio.
Pazzini (Getty Images)
INTER - La sconfitta in Champions all'ultimo minuto contro il Bayern è un boccone difficile da digerire per l'Inter. In attacco contro i bavaresi non ci poteva essere Pazzini a fare coppia con Eto'o e si è sentito. A Genova torna il bomber proprio contro la sua ex squadra. I doriani attraversano un momento tutt'altro che esaltante, evidenziato dalla sconfitta nel derby e dallo scialbo 0-0 con la Fiorentina. Leonardo deve rinunciare all'infortunato Ranocchia e lo sostituisce con Nagatomo a sinistra spostando Chivu al centro con Lucio. In mediana Kharja e uno tra Stankovic e Mariga. Assente Cambiasso: contro il Bayern ha subìto uno stiramento all'adduttore della coscia sinistra. Squalificato Maicon, Zanetti retrocede sulla fascia destra. Il tecnico sampdoriano Di Carlo deve rinunciare a Tissone e a Zauri. A dare sostegno a Maccarone in attacco dovrebbe esserci l'ex nerazzurro Biabiany, in vantaggio su Guberti.
LE ALTRE PARTITE - Spiccano Cagliari-Lazio e Palermo-Udinese, che valgono posizioni importanti per l'Europa. Inoltre in programma (domenica ore 15) anche Catania-Genoa, Bari-Fiorentina, Brescia-Lecce, Cesena-Chievo, Roma-Parma.
MILAN-NAPOLI - È il big match della giornata, ma si giocherà solo lunedì sera alle 20,45, posticipo concesso per via della partita del Napoli che giovedì è stato eliminato dall'Europa League dal Villarreal. È uno scontro tra bomber: Ibrahimovic contro Cavani, senza dimenticare che però Pato e Robinho in due hanno segnato quanto la punta uruguaiana. Allegri è alle prese con problemi in difesa: Zambrotta ha recuperato dopo un lungo stop, difficile però che il tecnico lo rischi dal primo minuto. Jankulovski è favorito anche sul terzo candidato, Massimo Oddo. A centrocampo ci sarà il probabile rientro dal primo minuto di Boateng. Al suo fianco ci saranno sicuramente Gattuso e Van Bommel, con Flamini inizialmente in panchina. Confermato Robinho dietro alle punte, con Pato favorito su Cassano come compagno di reparto di Ibra.

Gheddafi in piazza a Tripoli: «Difendete il paese»

MILANO - Tripoli è alla battaglia finale e Gheddafi ha deciso di andare personalmente in piazza ad arringare la folla: «Voi siete il popolo, preparatevi a difendere il paese. La battaglia del jihad ci ha permesso di sconfiggere la colonizzazione italiana e il popolo armato può sconfiggere ogni attacco». È quanto ha affermato il colonnello Muammar Gheddafi parlando alla folla nella piazza Verde. «I depositi di armi sono aperti per armare il popolo e assieme combatteremo, sconfiggeremo e uccideremo chi protesta. Guarda Europa, guarda America: questo è il popolo libico, questo è il frutto della rivoluzione». Infine un invito: «Ballate e siate felici».
«CERCHIAMO ACCORDO» - Ma in serata il figlio Seif al-Islam, parlando con giornalisti occidentali ha annunciato che all'esercito è stato ordinato di fermarsi per poter avviare negoziati con i ribelli. Il secondogenito del rais ha riferito di battaglie in due città: «A Misrata e Zawiya abbiamo problemi. Stiamo cercando di trovare un accordo con i terroristi. L'esercito ha deciso di non attaccarli per dare loro una possibilità per negoziare. Auspichiamo che si possa farlo pacificamente domani».
GLI SCONTRI A TRIPOLI - Dopo i sanguinosi combattimenti della notte a Misurata la giornata è stata segnata da scontri a fuoco in varie aree della capitale libica, con le forze di Gheddafi che hanno sparato sui manifestanti. Ci sono stati morti, decine secondo Al Jazeera, e feriti, anche se la tv di Stato lo nega. L'aeroporto internazionale di Mitiga, a Tripoli, non è caduto nelle mani degli insorti, come era invece stato detto da diverse fonti durante tutta la giornata. Secondo il presidente della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) Foad Aodi, anche uno dei figli di Gheddafi sarebbe passato dalla parte degli insorti.
LA PROTESTE NELLE MOSCHEE - Una protesta contro Gheddafi è stata invece immediatamente repressa dalla polizia alla fine della preghiera del venerdì, nella moschea di piazza Algeria, a pochi passi dalla piazza Verde dove 200 manifestanti avevano cominciato a gridare slogan islamici e contro il rais. Un dimostrante ha detto che manifestazioni analoghe si sono svolte in molte moschee della città.
GIORNALISTI PORTATI VIA - Le forze di sicurezza pro-regime hanno poi portato via con la forza i giornalisti stranieri presenti nel centro di Tripoli, mentre centinaia di civili si riversavano nuovamente nella piazza Verde per la grande manifestazione. Lo ha reso noto un sito arabo dell'opposizione vicino ai rivoltosi.
Esplosioni di gioia nelle città liberateEsplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate    Esplosioni di gioia nelle città liberate
MARCIA SU TRIPOLI - Sarebbero stati 50 mila i manifestanti che dal quartiere periferico di Tajura si sono diretti verso il centro di Tripoli. Lo hanno riferito testimoni citati da Al-Arabiya. «Abbiamo un piano per far cadere Tripoli - ha detto al Wall Street Journal Tareq Saad Hussein, uno dei sette colonnelli che a Bengasi hanno preso il comando della rivolta, conquistando la seconda città del Paese - non ci fermeremo fino a quando non avremo liberato tutto il Paese». 

CONTROLLO DEI POZZI - 
I manifestanti anti-Gheddafi hanno anche preso il controllo di quasi tutti i giacimenti petroliferi a est del terminal di Ras Lanuf. «Quasi tutti i giacimenti petroliferi a est di Ras Lanuf adesso sono sotto il controllo del popolo», ha detto Abdessalam Najib, ingegnere petrolifero della compagnia libica Agico e membro della coalizione del 17 febbraio, secondo quanto riporta la stampa araba. Nijiab ha detto che gli impianti stanno lavorando con una capacità del 25%.
«PRESA MISURATA» - All'indomani di quelli furiosi di giovedì a Zawya, le milizie anti-governative libiche avrebbero preso inoltre il controllo della città costiera Misurata, situata a meno di 200 km dalla capitale, dopo aver respinto una «violenta» controffensiva. Le informazioni sulla situazione della terza città del Paese sono state a lungo confuse. Gli oppositori di Gheddafi avevano annunciato mercoledì di aver preso la città; i residenti hanno detto che mercenari e soldati lealisti hanno lanciato una controffensiva, giovedì, ma che è stata respinta. «I manifestanti hanno sconfitto le forze di sicurezza e preso il controllo della città», ha raccontato Mohamed Senoussi, 41 anni, uno dei capi della rivolta, «la situazione adesso è calma dopo 4 ore di intensa battaglia avvenuta nella mattina. Gli abitanti celebrano la vittoria e cantano «Dio è grande». «I civili stanno adesso organizzando il traffico, ispezionando la gente per cercare armi; sono stati arrestati alcuni infiltrati che si ritiene provenissero da Tripoli». Alcuni testimoni hanno confermato che Misurata è stata abbandonata dalle forze rimaste fedeli al leader libico ed è controllata dai rivoltosi, ma violenti combattimenti si sarebbero registrati nei pressi di una base aerea in prossimità della città, facendo numerosi morti.
130 ITALIANI A BORDO DELLA SAN MARCO - In serata sono state completate le operazioni di imbarco a bordo di nave San Giorgio della Marina militare, che al porto di Misurata ha assicurato l'evacuazione di 245 persone, tra cui 130 italiani. L'unità da sbarco farà ora rotta verso Catania, dove dovrebbe arrivare nella mattinata di domenica. Il cacciatorpediniere "Mimbelli" rimane invece nell'area nell'eventualità di altri interventi per l'evacuazione di connazionali.
L'APPOGGIO DI MUGABE - Dallo Zimbabwe, intanto, arriva la notizia che il dittatorere Robert Mugabe avrebbe inviato dei combattenti per dare man forte al colonnello Gheddafi. Il presidente dello Zimbabwe avrebbe inoltre offerto asilo nel suo Paese al leader libico.
PARIGI, SI DIMETTE L'AMBASCIATORE - E a Parigi si è dimesso l'ambasciatore libico. La decisione, arrivata dopo l'assalto della sede diplomatica della capitale francese, è stata presa per condannare «gli atti di repressione in Libia». Lo ha riferito un comunicato diffuso a Parigi sottolineando che anche il rappresentante libico all'Unesco ha preso le distanze dal regime di Gheddafi, schierandosi al fianco della «rivoluzione». La stessa posizione è stata assunta da tutto il corpo diplomatico libico presente in India, secondo quanto riferisce Al Jazeera.

Maxi-aumento per benzina e gasolio E la Spagna riduce i limiti di velocità

MILANO- Maxi-aumento per la benzina e il diesel di Eni, che in un sola battuta aumenta i listini di due centesimi al litro. È «l'effetto Libia» che si abbatte così in maniera sempre più pesante sui carburanti nazionali, secondo quanto emerge dalle rilevazioni di Quotidiano Energia. Il market leader, che porta così la verde a 1,536 euro e il gasolio a 1,426 euro, nell'occasione non è però solo, visto che anche Esso e Q8 aumentano entrambi i prodotti di un centesimo.
L'ESEMPIO SPAGNOLO - Il problema non è però solo italiano. Per cercare di limitare i consumi, il governo spagnolo ha deciso che a partire dal 7 marzo la velocità sulle autostrade sarà limitata a 110 chilometri orari, misura che secondo le autorità di Madrid permetterà di diminuire del 15% il consumo di benzina e dell'11% quello del gasolio. Il governo ha anche deciso di abbassare del 7% le tariffe ferroviarie del trasporto regionale, per incentivarne l'uso. Il vicepremier e ministro degli Interni, Alfredo Perez Rubalcaba, ha sottolineato come non vi siano rischi per quel che riguarda le forniture di combustibile, ma che il rialzo del prezzo del petrolio provocato dai disordini nella ragione sta facendo lievitare la spesa pubblica. Ogni 10 dollari di aumento al barile infatti costa 6 miliardi di euro l'anno in più alle casse dello Stato: la Spagna importa circa l'80% dell'energia consumata, il che la rende particolarmente vulnerabile alle fluttuazioni del mercato energetico.
DINAMICA DEI PREZZI - Tornando ai prezzi in Italia, gli aumenti hanno portato le punte massime a superare i picchi di tre anni fa, con la verde che in Campania arriva a costare 1,596 euro/litro (mentre il minimo si registra in Veneto a 1,529 euro/litro). Per il gasolio il valore massimo alla pompa si tocca in Sicilia a 1,469 euro/litro. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,789 euro/litro registrato nei punti vendita Eni e lo 0,799 euro/litro degli impianti Q8 (0,771 euro/litro le no-logo). All'origine di questa dinamica, l'incertezza sugli approvvigionamenti delle raffinerie che ha scatenato una raffica di aumenti dei prezzi dei prodotti raffinati in Mediterraneo: la benzina ha raggiunto i 975,50 dollari la tonnellata (+11,50), il diesel i 963,25 (poco meno di 20 dollari in più).
«CONTRATTI RISPETTATI» - A rassicurare i mercati petroliferi arrivano dalla Libia alcune dichiarazioni degli insorti contro Gheddafi. Un membro della coalizione che controlla Bengasi ha annunciato che i contratti petroliferi che sono legali e nell'interesse dei cittadini libici saranno mantenuti.

giovedì 24 febbraio 2011

«Prepariamoci a migrazioni bibliche» «Ce la faremo, ma non per molto»

ROMA - «Dobbiamo essere preparati a migrazioni bibliche». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato aMattino 5. Le notizie dell'arrivo di possibili flussi di profughi «sono verosimili - ha confermato il ministro spiegando che - già in condizioni normali la Libia è stata il punto di partenza di molti barconi che poi sono arrivati in Italia. Questo flusso - ha ricordato La Russa - si era sostanzialmente interrotto grazie all'accordo con la Libia. In una situazione del genere - tuttavia - oltre al flusso normale potrebbe esserci un flusso straordinario di stranieri cioè di cittadini non libici che vivono e lavorano in Libia». Si tratta circa di due milioni e mezzo di persone, «una percentuale delle quali - ha concluso il ministro - potrebbe cercare di raggiungere l'Europa».
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon)
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon)
MARONI E L'EUROPA - Secondo il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, da cui dipende la gestione dell'ordine pubblico, l'Italia può «fronteggiare l'emergenza» immigrati causata dalle rivolte in Nordafrica, «ma non per tanto tempo». Parlando a margine del Consiglio europeo Affari interni, che si tiene a Bruxelles, Maroni è tornato a chiedere una compartecipazione di tutti i Paesi europei alla gestione del flusso di profughi atteso per le prossime settimane. Tuttavia, ha sottolineato, «non mi faccio illusioni» sulla disponibilità delle altre nazioni ad uno «smistamento» dei migranti. Quanto all'aspetto politico dell'escalation libica, il ministro si è detto «molto preoccupato»: «Questa mattina - ha sottolineato - Al Qaida ha detto che supporta i ribelli ed è contro Gheddafi. Noi cosa facciamo? Serve un differente approccio da parte dell'Europa».

Bin Laden droga la gente di Zawia

«Bin Laden ha distribuito delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawia per combattere contro il nostro caro Paese». Muammar Gheddafi parla ancora una vola in diretta tv, collegato telefonicamente col al tv di Stato libica e attacca al Qaeda. «Quel che sta accadendo a Zawia è una commedia: gli uomini di Bin Laden hanno distribuito le droghe nell'acqua, nello yogurt, nel cibo agli abitanti, che armati stanno devastando la città», ha aggiunto Gheddafi.

Gheddafi nel bunker di Tripoli Bombardata la città di Zawia

TRIPOLI - La Libia di Gheddafi si sta stringendo sempre di più, è praticamente divisa in due con la parte orientale controllata dai ribelli. Il tutto in mezzo a un bagno di sangue di cui è difficile valutare i termini reali, data l'enorme difficoltà di controllare tutte le segnalazioni che escono dal paese. «Le milizie del regime stanno bombardando Zawia, la stanno massacrando, la gente sta morendo». È questo l'ultimo l'allarme lanciato da una testimone oculare all'Ansa. «È un massacro, ed è difficile stimare il numero di morti» ha aggiunto un ex ufficiale all'emittente Al Arabiya, descrivendo quanto sta accadendo nella città che si trova circa 40 km a ovest dalla capitale, dove c'è stato anche un lancio di missili anti-aereo contro il minareto della moschea. Un primo bilancio, reso noto da testimoni a un sito arabo, parla di 40 morti e decine di feriti. Almeno 20 militari sarebbero stati uccisi «perché si sono rifiutati di sparare sulla folla». Lo riferisce Al Jazeera, mostrando le immagini di un posto di polizia nella città dato alle fiamme. Alla popolazione di Zawia e non solo, Muammar Gheddafi ha rivolto un discorso, in collegamento telefonico con la televisione di stato libica, puntando il dito contro Osama bin Laden.

IL COLONNELLO NEL BUNKER - Gli oppositori al regime hanno preso il controllo di diverse città vicine alla capitale libica mentre il Colonnello è asserragliato a Tripoli, nel bunker di Bab al-Aziziya. Lo riferisce la rete al Arabiya secondo cui le truppe ancora fedeli a Gheddafi hanno isolato la capitale stendendo un cordone di mezzi e truppe con cui difendere il Raìs. La zona di Bab al-Aziziya a Tripoli, dove si trova la residenza del leader libico, sarebbe senza elettricità dalla scorsa notte. Secondo quanto riferisce il sito "Libya al-Youm", che cita fonti locali, nella notte l'intero quartiere è stato colpito da un blackout elettrico che ha interessato anche la zona di al-Mansura e la via al-Jumhuriya. L'interruzione della corrente elettrica è coincisa con una sparatoria avvenuta nei dintorni della residenza di Gheddafi, durante la quale sono stati visti cecchini posizionarsi sui tetti dei palazzi del quartiere per sventare un'eventuale attacco. Testimoni parlano inoltre di miliziani africani fedeli a Gheddafi che hanno circondato il quartiere di al-Tajura.

LA MARCIA DEI MERCENARI - Migliaia di mercenari e miliziani africani si stanno intanto dirigendo verso Tripoli per portare rinforzi al leader libico, mentre la rivolta contro il regime, immutato da 42 anni, sembra essere arrivata a una fase decisiva, dopo una settimana di violenze che potrebbero aver fatto migliaia di morti.
ANNUNCIATA MANIFESTAZIONE PER VENERDI' A TRIPOLI - Gheddafi, scrive il New York Times, sta rafforzando il suo quartier generale di Tripoli, mentre i suoi oppositori nella capitale stanno organizzando la loro prima iniziativa di protesta coordinata per venerdì. «Su ogni cellulare arriva un messaggio relativo a una grande manifestazione di protesta per venerdì a Tripoli» dice un testimone locale, aggiungendo che il discorso minaccioso rivolto al Paese dal colonnello Gheddafi ha portato la determinazione dei rivoltosi «al 100 percento». I ribelli che si sono impadroniti praticamente di tutta la parte est del Paese, fino alla frontiera con l'Egitto, hanno avvertito che marceranno sulla capitale: «Il nostro obiettivo è Tripoli», ha ammonito uno dei rivoltosi.
COMBATTIMENTI IN CORSO - Le milizie fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno attaccato i manifestanti che da giorni controllano la città di Misurata. Lo ha annunciato la tv satellitare Al-Arabiya secondo la quale ci sarebbero diverse vittime. Testimoni hanno riferito che si è svolta una violenta battaglia vicino all'aeroporto della città. I miliziani sarebbero riusciti ad avere la meglio sui manifestanti che hanno poi tentato in questi minuti di riprendere il controllo della città. Le persone fuggite dalla Libia in Tunisia hanno invece raccontato che i ribelli anti-Gheddafi hanno preso il controllo della città nordoccidentale di Misurata, situata a circa 200 chilometri da Tripoli, oltre alla parte est del paese, attorno alla città di Bengasi, dove la rivolta è scoppiata la scorsa settimana. Violenti scontri si sono verificati anche nella città di Sabratha, 80 chilometri a ovest di Tripoli, dove si trova un importante sito archeologico romano. In questa località, riferiscono testimoni locali, ci sarebbe un massiccio dispiegamento di mercenari stranieri. «I comitati rivoluzionari (pilastro del regime libico, ndr.) stanno cercando di uccidere tutti coloro che si oppongono a Gheddafi» ha detto un medico scappato da Sabratha, che ha parlato in condizione di anonimato per paura di ritorsioni. Per la prima volta ci sono notizie di proteste anche nella città meridionale di Sabha, considerata una roccaforte del leader libico.
AL QAEDA A FIANCO DEGLI INSORTI - Il ramo nordafricano di Al Qaeda si schiera a fianco dei dimostranti anti-regime in Libia, e accusa Muammar Gheddafi di essere un «assassino di innocenti». Lo riferisce il Site, il gruppo di monitoraggio dei siti estremisti islamici, citando un comunicato dell'Aqmi pubblicato online. «Siamo addolorati dalla carneficina e dai vili massacri perpetrati dall'assassino di innocenti Gheddafi - si legge nel testo - contro la nostra gente e i musulmani disarmati che si sono levati contro la sua oppressione e la sua tirannia». «Facciamo appello ai musulmani libici perché abbiano fermezza e pazienza, e li incitiamo a continuare la propria battaglia e rivoluzione per cacciare il tiranno criminale», aggiunge il comunicato.
TESORO DI 32 MILIARDI NEGLI USA - Muammar Gheddafi in 42 anni al potere avrebbe accumulato un tesoro di 32 miliardi di dollari, la maggior parte depositati e celati negli Stati Uniti. Questo è quanto emerge da uno dei cablogrammi dell'ambasciatore americano a Tripoli diffusi da Wikileaks da cui emerge che Gheddafi venne avvicinato da Bernard Madoff, l'ex finanziere ebreo condannato a 150 anni di carcere per una maxi-truffa da 65 miliardi di dollari, e da Allen Stanford, in prigione per frode. Per sua fortuna Gheddafi non cadde nella trappola. Il cablogramma è datato 28 gennaio 2010.
LA UE NON ESCLUDE INTERVENTO MILITARE - L'Unione europea non esclude un intervento militare per fronteggiare l'emergenza umanitaria che si sta configurando in seguito alla crisi in Libia. È quanto si apprende da fonti comunitarie, che parlano di «ipotesi allo studio» e di tema «delicato e complesso». L'Unione europea dispone di unità militari chiamate «battle groups» all'interno dello «staff militare dell'Unione europeo» che, istituito dal trattato di Nizza del 2000, in questi 10 anni ha già gestito missioni internazionali in Bosnia, Macedonia e Congo. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, conversando con i giornalisti alla Camera ha però smentito questa ipotesi. «Per azione militare umanitaria - precisa - immagino che si intendano azioni di peacekeeping come quelle in cui siamo impegnati in diverse parti del mondo». In ogni caso, «non se ne è parlato, non mi pare che ci siano le condizioni in questo momento»
ALITALIA FERMA I VOLI - L'Alitalia ha sospeso i voli di linea con Tripoli. «A causa dell'aggravarsi della situazione presso l'aeroporto di Tripoli - afferma la compagnia in una nota - dove è compromessa la possibilità per i passeggeri di raggiungere i gate d'imbarco, non funzionano i collegamenti telefonici interni e internazionali, sono a rischio le misure di sicurezza e i servizi di handling e di assistenza - Alitalia, in linea con quanto deciso da altre compagnie aeree, sospende i voli di linea sulla destinazione fino a che non saranno ripristinate le necessarie condizioni operative».

Sanità, richiesto l'arresto per Tedesco Ai domiciliari un uomo scorta di Vendola


BARI - Sono almeno cinque le persone che sono state arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sul malaffare della sanità pugliese. Nell'indagine è coinvolto l'ex assessore alla Sanità (e attuale senatore del Partito democratico) Alberto Tedesco per cui è stata chiesta l'autorizzazione all'arresto alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. Tra le altre persone finite in carcere e ai domiciliari c'è anche un componente della scorta del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, e imprenditori ed ex dirigenti delle Asl pugliesi. Al centro dell'indagine il malaffare degli appalti sulla sanità. I pm titolari dell'inchiesta sono Desireè Digeronino, Francesco Bretone e Marcello Quercia: il gip Giuseppe De Benedictis, che ha firmato l'ordinanza, ha rigettato 18 richieste d'arresto della Procura e ne ha concesse solo sei (ma ha accolto due misure interdittive). Condividendo solo in parte la tesi accusatoria della Procura barese. Ecco la lista dei nomi coinvolti dall'inchiesta.
GLI ARRESTI - Oltre alla richiesta d’arresto in carcere emessa nei confronti del senatore Tedesco, è stato arrestato anche Mario Malcangi collaboratore del parlamentare. Ai domiciliari sono finiti Paolo Albanese, di 51 anni, di Terlizzi, componente della scorta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Arresti domiciliari, inoltre, per Guido Scoditti, di 68 anni, di Lecce, direttore generale della Asl salentina. Gli arresti domiciliari sono stati decisi inoltre anche per gli imprenditori di Bisceglie Diego Rana, di 52 anni e Giovanni Garofoli, di 66 anni. Misure interdittive, inoltre, sono state disposte per Alessandro Calasso, di 63 anni, di Bari, direttore sanitario della Asl barese e Antonio Acquaviva di 55 anni, medico oculista, la cui nomina al’ospedale di Terlizzi, secondo l’accusa, sarebbe stata favorita da Alberto Tedesco. Gli arrestati e Alberto Tedesco la cui richiesta di arresto dovrà essere esaminata ora dalla giunta alle autorizzazioni a procedere del Senato, sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture.
L'INDAGINE - L'inchiesta nel febbraio 2009 ha portato alle dimissioni dell’ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, riguarda soltanto la questione degli appalti pilotati, e le nomine realizzate ad hoc per primari di ospedali e dirigenti Asl.